Che cronotipo sei?
Allodola, gufo o colibrì…
La cronobiologia è lo studio delle cadenze e dei
meccanismi dei ritmi biologici. La cronobiologia medica è un campo emergente della
medicina e si occupa della cronopatologia, ovvero degli effetti del ritmo circadiano
sulla salute e la loro relazione con la malattia.
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dott. Vincenzo D’Amato Counselor Hypnotherapist
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In parole
molto più semplici possiamo affermare che un’intera giornata è un ciclo
costituito da due fasi, una che si svolge durante la notte e una che si
svolge durante il giorno, appunto sonno-veglia. Ognuna di queste due fasi è
caratterizzata da particolari ormoni prodotti dal nostro corpo, la cronobiologia va a studiare, tra le altre
cose, l’incremento, le interazioni, le cause e gli effetti della produzione di
questi ormoni.
Ci sono persone che, prima che il sole sorga, hanno
fatto colazione, pulito la casa e organizzato la giornata. Ma per la maggior
parte delle persone, alzarsi con i primi raggi del sole è una prodezza.
Infatti, alcune persone sono esattamente l’opposto: sono molto più efficienti e
produttive di notte.
In ognuno di
noi, il ritmo circadiano, cioè quel ciclo che scandisce il ritmo sonno-veglia ha connotazioni peculiari con picchi
di energia in
determinate ore del giorno e cali della stessa in altre fasce orarie. Capire lo
scandire del nostro ritmo circadiano ci
consentirà di comprendere in quale ore della giornata possiamo dare il nostro
meglio e in quale altre ore, invece, sarebbe meglio riposare.
Dato che
ognuno ha esigenze ben diverse (dettate da fattori organici o semplicemente da
abitudini e stili di vita diversi), non tutti hanno bisogno della stessa
quantità di ore di sonno,
ne’ tanto mento presentano un picco
energetico nella stessa fascia oraria.
A tale
scopo sono stati individuati 3 diverse tipologie di cronotipo, si parla del Cronotipo mattiniero associato all’emblema
dell’Allodola, piuttosto
raro perché si stima che solo 1 persona su 10 appartiene a questo cronotipo. Ancora, c’è il cronotipo serale, associato alla figura del Gufo con
una diffusione pari a 2 persone su 10 e infine il cronotipo più diffuso che si pone in una via
di mezzo tra l’allodola e il gufo ed è stato soprannominato cornotipo colibrì.
Da cosa dipende il
cronotipo?
I cronotipi prevedono una variazione normale dei
cicli sonno-veglia entro un range che va dalle 2 ore prima del normale
risveglio o addormentamento, alle 2 ore dopo la media del normale tempo
di risveglio o addormentamento.
La brutta
notizia è che il cronotipo non è una
scelta ma è una questione di geni e di ormoni. Come vi abbiamo spiegato nella
premessa, il ritmo sonno-veglia è scandito da determinate molecole segnale,
quindi a determinare il cronotipo non
sono solo le abitudini impresse in noi dalla prima educazione, molto è dettato
dai nostri geni. Gliormoni determinano una
buona parte della qualità della nostra vita.
Cronotipo mattiniero –
l’Allodola
Solo il 10%
della popolazione può mostrare un cronotipo
mattiniero. Di solito, le “allodole” mostrano la
cosiddetta Sindrome da sonno anticipato tanto è vero che potrebbero volentieri
andare a dormire alle 21 per poi rialzarsi, senza alcuna stanchezza, alle 6.
Queste persone possono andare a dormire all’orario prestabilito e svegliarsi di
buon ora al mattino senza alcun problema, talvolta anche spontaneamente: non
sempre hanno bisogno della sveglia!
In casi
più estremi chi
appartiene a questo modello circadiano si
lamenta di non riuscire a svolgere attività serali a causa di stanchezza o
sonnolenza, quindi, per queste persone la sera o il tardo pomeriggio
rappresenta il periodo di forte calo
energetico. Con le allodole, in picco massimo di rendimento si verifica in
tarda mattinata, in genere prima di pranzo.
Cronotipo notturno –
il Gufo
Il modello
del gufo, detto
anche serotino, è
quello che meno si adatta alle esigenze della società (tutte le attività
lavorative si svolgono al mattino e non alla sera!) eppure il 20% della
popolazione abbraccia questo stile. In casi estremi si parla addirittura
di sindrome da sonno
ritardato ma questa condizione interessa solo il 5-10% della
popolazione.
In generale,
il cronotipo notturno si addormenta tardi e ha
enormi difficoltà ad alzarsi presto al mattino. Anzi, da quando si sveglia
impiega anche diverse ore per carburare, infatti il calo energetico si verifica
proprio nelle ore mattutine, insomma, si svegliano fiacchi ma migliorano
durante la giornata. Il picco
massimo di rendimento con il classico aumento di
concentrazione, produttività e performance si presenta in tardo
pomeriggio-sera, in casi estremi può perdurare fino alle 2-3 di notte.
Cronotipo intermedio –
il Colibrì
Il Colibrì è indubbiamente il cronotipo più flessibile e fortunato. Non ha
un modello “prestabilito” e riesce ad adattarsi alle esigenze imposte dal mondo
del lavoro. Trattandosi di un cronotipo
intermedio il soggetto riesce ad adattarsi molto bene ai
cambiamenti.
Attenzione!
Con il colibrì non
stiamo parlando di un modello perfetto, anche questo cronotipo può soffrire (come gli altri
modelli) di disturbi del sonno ma
in condizioni di stabilità riesce ad adattarsi meglio. Tale modello intermedio
interessa il 70% della popolazione.
Recentemente, un nuovo studio
condotto presso l’Istituto di Ricerca di Biologia Molecolare e Biofisica
dell’Accademia Russa delle Scienze ha rivelato che in realtà c’è molto di più
dietro questi cronotipi e che certe persone non dovrebbe mai alzarsi presto
alla mattina.
Persone
“letargiche” e persone “energiche”
Questi ricercatori hanno
esaminato 130 persone che dovettero restare sveglie per 24 ore con l’obiettivo
di analizzare il loro livello d’energia. Così hanno scoperto che ci sono
persone che possono passare tutta la giornata con un basso livello d’energia,
che classificarono come “letargiche”, mentre altre potevano mantenersi più
attive nonostante la privazione del sonno e indipendentemente dall’orario in
cui si erano svegliate, queste ultime vennero classificate come “energiche”.
Queste nuove categorie
indicano che per le persone con minor energia sarebbe dannoso alzarsi presto la
mattina. In realtà, il loro problema sarebbe dovuto al fatto che il loro ritmo
circadiano non è ben sincronizzato con il ciclo naturale luce-oscurità.
In sostanza, la luce del sole
è una sorta di orologio naturale che stimola il nostro organismo facendogli
smettere di produrre melatonina, l’ormone che provoca il sonno. Così riusciamo
a mantenere un adeguato livello di attenzione durante il giorno. Al contrario,
quando cessa la luce aumentano i livelli di melatonina e ci assopiamo
lentamente.
Nei mattinieri e nelle
persone energiche, il picco di maggior attività arriva per lo più a
mezzogiorno, quando la luce solare è più intensa. Tuttavia, i vespertini, o
letargici, non sarebbero sincronizzati così bene con il ciclo della luce, così
il loro rendimento aumenterebbe lentamente nel corso della giornata.
Tali differenze sono dovute,
tra gli altri fattori, al nostro DNA. Secondo una ricerca condotta presso il
Centro Nazionale di Neurologia e Psichiatria di Tokyo, il gene PER-3, uno dei
geni del nostro orologio biologico, determina la propensione ad alzarci presto
o tardi, così come il nostro livello d’energia durante la giornata.
Perché
dovresti conoscere e adattare il tuo ritmo al tuo cronotipo?
Conoscere il tuo cronotipo ti
permetterà di funzionare seguendo il tuo ritmo circadiano naturale, che
influenzerá non solo la tua produttività, ma anche il tuo umore e la salute.
Infatti, è stato dimostrato che quando vi è una mancata corrispondenza del
ritmo circadiano la persona è più propensa a soffrire di obesità, diabete e
alcuni tumori. Inoltre, approfittare dei momenti di maggiore produttività ti
permetterà di fare di più con uno sforzo minore, il che avrà un effetto
positivo sul tuo stato d’animo.
Cosa fa il cervello
quando dormiamo?
Dormire è una
necessità proprio come mangiare o bere. A dichiararlo
sono gli esperti, ma non tutti ne hanno bisogno nella stessa quantità, ma su
tutti noi, uno scarso apporto di “sonno” può essere causa di sintomi
disabilitanti, deficit cognitivi, scarsa memoria, stanchezza cronica… ma
cosa fa il cervello durante il sonno e perché è così importante dormire? Il cervello è l’organo che più risente del lavoro compiuto
durante la veglia, dormire è un fenomeno generato dal cervello per permettere
la rigenerazione cellulare, una funzione rigenerativa sulle sinapsi
corticali essenzialmente
legate all’apprendimento, cioè che ci consente di continuare ad accumulare
nuove informazioni (memoria a lungo termine) senza dover cancellare le
esperienza accumulate in precedenza.
Il sonno è indispensabile per il recupero delle
forze fisiche e aiuta a memorizzare e
consolidare i ricordi, a elaborare migliori schemi comportamentali e… a
migliorare la qualità generale della vita!
Una ricerca
del centro di Neuromedicina dell’Università di Rochester (USA) ha scoperto che
il cervello utilizza il sonno per eliminare i rifiuti metabolici (in gran parte
proteine) che si accumulano nelle cellule nervose. Per i non addetti ai lavori,
vi ricordiamo che l’accumulo incontrollato di sostanze proteiche anomale
all’interno delle cellule celebrali è
un fenomeno che si osserva in tutte le malattie neurodegenerative.
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