La MotivAzione
Spesso nella vita ci chiediamo perché una persona si comporta in un determinato modo o perché ha fatto quella determinata azione o scelta. Il comportamento umano, al pari di quello di ogni essere vivente è motivato da una serie di cause ed è orientato ad una serie di scopi, nonché alla soddisfazione di una serie di bisogni mediante singole azioni o una serie di attività fra loro correlate.
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La motivazione può essere quindi vista come una sintesi di cause, scopi e bisogni.
Questa si configura come la forza generativa necessaria perché una persona sia disposta a impegnarsi in qualcosa che ritiene importante, profondendo energie anche notevoli e protratte nel tempo.
Perché si abbia voglia di investirsi in un progetto, in una relazione, in un percorso di vita, occorre che il livello di autoefficacia sia sostenuto dalla motivazione ad agire.
Sin dalle origini, l’essere umano ha compiuto e compie azioni per soddisfare dei bisogni, che dapprima erano esclusivamente legati alla sopravvivenza ed alla prosecuzione della specie, si andava a caccia per sfamarsi, si lottava per difendersi, ci si accoppiava per riprodursi.
Con l’evoluzione si inizia a parlare di bisogni legati ad altri ambiti, soprattutto con la nascita dei gruppi sociali, delle tribù e di aggregazioni varie.
In base alle diverse culture, religioni, usanze e valori che nasceranno e si modificheranno nel tempo, cambierà l’orientamento delle azioni prodotte dagli esseri umani.
Un esempio può essere l’utilizzo di abiti, dapprima fatti con foglie o pelli di animali e nel tempo evoluti e migliorati, inizialmente usati per la sola esigenza di ripararsi dal freddo, e che poi acquisiranno un diverso significato, con l’entrare in gioco del pudore, non innato ma che ha una valenza culturale.
Ancora oggi in alcune tribù africane, il coprirsi parzialmente o integralmente, come il non coprirsi affatto, è legato a valori, credenze o usanze diverse da quelle a cui siamo stati abituati o indotti e che abbiamo maturato negli anni.
Andare in giro nudi a Roma genera sicuramente una reazione diversa dall’andare in giro nudi in Amazzonia.
La motivazione può essere definita come un processo di attivazione dell’organismo finalizzato alla realizzazione di un determinato scopo in relazione alle condizioni ambientali.
Da tale processo dipende l’avvio, l’intensità e la cessazione di una condotta da parte del soggetto.
Spesso nella vita di tutti i giorni siamo interessati a motivare le persone a fare ciò che altrimenti, da sole, non farebbero, o a non fare ciò che vorrebbero fare.
Siamo nella prospettiva di influenzare attivamente e di orientare le loro risorse in una direzione piuttosto che in un’altra.
Tale fattore non è però un toccasana i cui effetti benefici si innescano e si ripercuotono sull’agire in modo unidirezionale (un esempio ricorrente di questo modo ingenuo di pensare la motivazione, si ha nella constatazione sconsolata che fanno a volte gli adulti, genitori e insegnanti, di fronte al basso rendimento scolastico di un allievo: non è motivato a studiare.
Probabilmente è vero ma occorrerebbe che gli adulti in questione facessero un passo ulteriore nella loro riflessione, interrogandosi sui modi e sulle ragioni per cui l’azione di studiare non genera motivazione, il legame tra motivazione e azione si caratterizza infatti per la reciprocità che collega i due termini.
La motivazione a svolgere un’attività, a intrattenere scambi affettivi e sociali, dipende infatti dagli aspetti gradevoli a questa correlati, dalle conseguenze positive che ne derivano, dalla sensazione di adeguatezza che un soggetto sperimenta a seguito del raggiungimento degli obiettivi preventivati.
Le aspettative sugli esiti di un’azione, le attribuzioni che se ne fanno, le reazioni emotive che si innescano, a loro volta influenzano la disponibilità di un individuo a investire tempo e fatica in una attività, ad adottare strategie d’azione idonee, a elaborare e perseguire piani d’intervento mirati al conseguimento di un successo, personale o collettivo.
di Vincenzo D'Amato, dal libro "Leve che muovono il mondo" prefazione, in uscita a gennaio 2018



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