L’ansia e la depressione sono segnali di lotta e non di debolezza
La depressione colpisce a caso: è una malattia, non uno stato d’animo! Tahar Ben Jelloun
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dott. Vincenzo D’Amato Counselor Hypnotherapist
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“Abbiamo
tutti dei problemi”
“Tu
non vuoi stare meglio”
“Vuoi
solo attirare la mia attenzione”
“Devi
darti una smossa, devi reagire”
“Non
devi star lì a pensare, devi svagarti, andare a divertirti”
“In
fondo ci sono tante persone che stanno peggio di te”
“Su,
alzati e combina qualcosa nella vita”….
Per
molte persone queste frasi sono fin troppo familiari.
Chi soffre di questa patologia, a volte si
trova a dover affrontarla come un segno di debolezza. Eppure, non abbiamo
l’abitudine di accusare chi soffre di un disturbo cardiaco, o chi ha il
cancro, per esempio.
Depressione
e ansia non sono sinonimo di fragilità
Purtroppo si è portati a pensare che
l’ansia e la depressione (in generale tutti i problemi emotivi e psicologici)
siano sinonimo di fragilità, vulnerabilità, debolezza e incapacità nei
confronti della vita. Concetto totalmente sbagliato! Una persona che soffre
d’ansia, di depressione o magari di entrambi i disturbi non è né pazza né buona
a nulla. Non ha affatto un carattere debole e tanto meno può essere considerata
inferiore agli altri.
Immaginiamo due persone che stanno
attraversando una condizione di vita problematica. Una delle due sviluppa una
depressione mentre l’altra no. Il pregiudizio della nostra cultura farebbe
subito pensare che la persona uscita “indenne” è sicuramente “più forte”, ha
“carattere”, ha “più volontà”: è errato pensare questo.
La depressione può colpire chiunque; non è
segno di debolezza, di fragilità mentale, di mancanza di volontà; soprattutto,
come ho già accennato, non è il preludio alla pazzia! Sono solo stupidi
pregiudizi, ma soprattutto cattiva informazione….o peggio ignoranza in materia!
“Nessuno
vuole ammettere di essere depresso. È come ammettere di avere una scarsa forza
di volontà. In qualche modo ci siamo fatti l’idea che i coraggiosi non si
lasciano andare alla depressione” Colette Dowling”
Dato che l’ansia o la depressione non
sono considerate ferite da curare, non è raro sentire commenti e discorsi
ripetitivi come: “rilassati”, “non è mica la fine del mondo”, “cerca di
svegliarti, questa non è vita”, “non hai motivi per cui piangere”, “inizia a
maturare”, ecc…
A quanti queste parole suonano familiari?
A quanti queste parole suonano familiari?
La
depressione in realtà, è qualcosa di diverso del “sentirsi giù” ...
E’ una condizione che colpisce non solo
l’umore ma anche i pensieri, i sentimenti, le percezioni, le funzioni motorie e
tutto l’individuo. Così come prestiamo attenzione al dolore che ci provoca una
forte fitta o un’emicrania e mai ci verrebbe in mente di ignorarla, allo stesso
modo ci dobbiamo comportare con il dolore emotivo.
Le ferite emotive non
guariscono da sole
Non possiamo lasciare che queste ferite
emotive guariscano da sole, ma, al contrario, bisogna lavorarci per poter
individuare l’origine del malessere. Dobbiamo, pertanto, rivolgerci a uno
specialista che ci aiuti e ci offra delle strategie per affrontare il dolore
che ci causa ansia e depressione.
Così
come bisogna assumere una pillola se scopriamo di avere la pressione alta, allo
stesso modo bisogna smettere di “assumere” determinati pensieri e circostanze
che non fanno altro che infettare la nostra ferita emotiva.
Non servono cerotti o bende:
la ferita va pulita e disinfettata
La depressione è un disturbo medico
assolutamente complesso che ha dimensioni biologiche, psicologiche e sociali.
Così, le persone “forti” possono anche soffrire di depressione grave, e le
conseguenze di non trattarle sono così reali e tragiche come qualsiasi altro
caso di malattia grave. Una condizione che colpisce la chimica del cervello e
del sistema nervoso è non meno devastante di qualcosa che colpisce qualsiasi
altra parte del corpo.
Per questo motivo, è doveroso
analizzare le sensazioni che prova chi soffre di ansia o di depressione.
Scopriamo qualche dettaglio in più su questi malesseri emotivi, per meglio
comprenderli e per essere più consapevoli.
L’ansia…potremmo
paragonarla a un terribile viaggio sulle montagne russe
Le sensazioni che ci fa vivere l’ansia sono molto
simili a quelle causate da un giro sulle montagne russe: a chi non è capitato
di sentirsi male?
Ma rendiamo meglio il concetto…..
Siamo a un parco divertimenti; c’è una grande
montagna russa che ci attira e su cui decidiamo di salire. Per fare ciò, attendiamo
il nostro turno, facendo una lunga coda.
La giornata è molto calda e il sole batte con
insistenza sul nostro capo, causandoci dolore e un forte malessere fisico. Ci
sentiamo stanchi e ci passa la voglia di salire sul vagone, eppure saliamo
ugualmente perché è per quello che siamo andati al parco…per divertirci
appunto.
Una volta saliti sul vagone, il nostro cuore
comincia a battere molto forte, inizia a girarci la testa, in modo vertiginoso,
i vagoni cominciano a muoversi compiendo giri di 360 º, ci immergiamo in un
tunnel buio….
La nostra respirazione si fa via via più
accelerata e il nostro cuore batte sempre più forte. Sentiamo che da un momento
all’altro potrebbe venirci un colpo. Le nostre sensazioni sono disordinate,
qualcosa ci opprime nel petto e ci immobilizza, rendendoci incapaci di reagire.
Non possiamo fare a meno di pensare a cose
negative. Gridiamo, piangiamo e ci lamentiamo, ma nessuno ci sente, nemmeno noi
stessi. Vorremo chiedere di far fermare tutto, ma ci muoiono le parole in bocca.
Il nostro vagone non frena e continua a muoversi, poiché è stato programmato,
come gli altri, per compiere il suo giro.
In un certo senso, l’attacco d’ansia può
essere paragonata a una terribile esperienza sulle montagne russe; da un
momento all’altro, la giostra si fermerà, ma non sappiamo quando, né in che
modo! Il che rende difficile mantenere il controllo di fronte a tanta
incertezza.
La
depressione: il buio dell’anima
Molte persone che soffrono di depressione, sentono
una travolgente tristezza, ma al contrario, molti altri non sentono alcuna
emozione particolare. La migliore descrizione sarebbe una sensazione di vuoto e
di apatia. E dal momento che spesso la depressione è accompagnata
all’ansia, l’esperienza di molti è una tensione di stato stazionario che
persiste per nessun motivo apparente. È utile però capire che cosa non è
la depressione.
Cosa
NON è la depressione
· Non è qualcosa di cui
vergognarsi o sentirsi in colpa
· Non è un difetto di
carattere
· Non è un segno di
debolezza, una mancanza di forza di volontà
· Non è permanente
E allora cos’è la depressione?
Senza usare i soliti termini dettati dalla
letteratura psicologica, la depressione è la goccia che fa traboccare il vaso,
un vaso già pieno di situazioni e circostanze complicate che hanno aperto una
crepa in noi e ci stanno logorando.
La depressione si cura
Chi soffre di depressione o di ansia
può tornare a svolgere le sue attività come un tempo, può recuperare le
sue relazioni e imparare a prevenire eventuali ricadute. Per questo
motivo, ribadisco che è importante rivolgersi a un professionista non appena ci
si rende conto che c’è qualcosa che non va.
L’ipnosi è uno straordinario rimedio.
Ci vuole una grande forza di volontà per
decidere di cercare aiuto poichè la volontà da sola non basta; deve essere
sorretta e incoraggiata da uno specialista che ci aiuti a riprendere in mano la
nostra vita.
“La
depressione non equivale al dolore; il vero depresso ringrazierebbe il cielo se
riuscisse a provare dolore. La depressione è l’incapacità di provare emozioni.
La depressione è la sensazione di essere morti mentre il corpo è ancora in
vita. Non equivale affatto alla pena e al dolore, con i quali anzi non ha
niente in comune.
Il
depresso è incapace di provare gioia, così come è incapace di provare dolore.
La depressione è l’assenza di ogni tipo di emozione, è un senso di morte che
per il depresso è assolutamente insostenibile. È proprio l’incapacità a provare
emozioni che rende la depressione così pesante da sopportare” Erich Fromm
Soffrire di depressione o di
ansia non è una scelta
Una persona con depressione non dice: “Voglio
stare male e desidero buttarmi in un pozzo di tristezza per vedere se ci annego
una volta per tutte”. Le cose non funzionano così. Anzi, a tutti noi può
succedere. Nessuno è immune alla depressione o all’ansia!
L’ansia e la depressione sono segnali di
lotta, di forza e non di debolezza. Questi problemi emotivi non fanno la loro
comparsa all’improvviso, dal giorno alla notte, ma crescono nelle fucine
dell’inferno della vita, tra le difficoltà e l’esaurimento emotivo.
Non è nemmeno conseguenza di una scelta
personale: non ci è dato scegliere se accettare o rifiutare la compagnia di
questi problemi; entrambi derivano dalla lotta contra le difficoltà della vita
e pertanto, dal tentativo di aver resistito ad essi per troppo tempo.
Tutto questo deve aiutarci a riflettere;
ognuno di noi può essere colpito, in un determinato momento, dall’ansia e dalla
depressione, sia direttamente sia indirettamente.
Facciamo attenzione, cerchiamo di capire la
natura di questi malesseri e, soprattutto, smettiamola di giudicare…
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